SALESIANI COOPERATORI
Leggi il pieghevole consegnato ad ogni salesiano cooperatore di Giaveno e troverai le date dei diversi incontri e appuntamenti


Quasi duemila persone hanno partecipato quest’anno alla Processione di Maria Ausiliatrice che si è snodata, in un corteo molto lungo, dalla Collegiata S. Lorenzo fino all’Istituto Maria Ausiliatrice, riportando il gruppo statuario a spalle, dai bersaglieri, marinai, fanti, carabinieri in congedo, pompieri ed alpini, preceduti dalla Banda Leone XIII con le sue majorettes.
Si è notata una compostezza particolare e un’organizzazione perfetta, grazie ai salesiani cooperatori dell’Istituto che hanno preparato, letto e pregato il testo. I priori uscenti della festa erano i coniugi sig. Postini mentre quelli entranti sono Ostorero Elisanna e Michele Ferrara.

Clicca per vedere le
della giornata Sociale con i salesiani cooperatori e le ex-allieve.
Alcuni
Salesiani Coooperatori
sono saliti a pregare
al Santuario più alto d'Europa
sulla
vetta del Rocciamelone
alta 3.538 m s.l.m.
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Stemma salesiano
Qui di seguito una breve storia dello stemma e la spiegazione della simbologia in esso contenuta
Lo stemma comparve la prima volta nella circolare di Don Bosco dell ‘ 8 dicembre 1885 disegnato dal Prof. Boidi.
“La stella raggiante, la grande ancora, il cuore infiammato simboleggiano le virtù teologali; la figura di San Francesco di Sales ricorda il Patrono della Società; il boschetto nella parte inferiore ne richiama il Fondatore (Don Bosco); le alte montagne significano le vette della perfezione a cui devono tendere i Soci; la palma e l’alloro che, intrecciati nel gambo, abbracciano lo scudo fino a metà, sono emblemi del premio riservato a una vita sacrificata e virtuosa. Il motto Da mihi animas, caetera tolle, esprime l’ideale di ogni Salesiano”.
San Francesco di Sales, pastore pieno di zelo e maestro di carità, ispirò Don Bosco con il suo umanesimo ottimista e la sua dedizione assoluta alla cura pastorale delle anime. Nel 1854 dichiarò: `La Madonna vuole che creiamo una Congregazione. Ho deciso che ci chiameremo Salesiani. Poniamoci sotto la protezione di San Francesco di Sales, al fine di partecipare della sua immensa amabilità`.
Nel 1854 Don Bosco diede il nome di `Pia Società di San Francesco di Sales` al primo gruppetto di 17 giovani che desideravano seguire i suoi passi lavorando per la gioventù.
Leggi la vita del Fondatore Don Bosco
Se vuoi conoscere meglio l'opera salesiana
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La storia dei Salesiani Cooperatori
La nascita dei Cooperatori Salesiani risale al 1841, alle origini stesse del progetto apostolico di don Bosco a favore dei ragazzi poveri e abbandonati della città di Torino, che raccoglieva negli oratori. Don Bosco si rese conto del crescente bisogno di cooperatori, sia sacerdoti, ma soprattutto laici, legati alla missione salesiana, che lo affiancassero nelle sua attività, da qui la necessità di unirli in un’associazione per dare maggior forza alla loro azione.
Dapprima, don Bosco li concepì come Salesiani esterni della Congregazione di San Francesco di Sales, come la sua longa manus nel mondo, fissandone la configurazione giuridica in alcuni articoli delle Costituzioni. Ma, di fronte al rifiuto della Santa Sede, secondo il consiglio di Pio IX decise, tra il 1874 ed il 1876, di organizzarli nella Pia Unione dei Cooperatori Salesiani (l’attuale ACS) con un proprio Regolamento, approvato dal Pontefice nel 1876.
In poco tempo il numero degli associati crebbe rapidamente dapprima in Italia, Francia e Spagna, poi in tutte le altre aree del mondo spesso anticipando gli stessi salesiani nell'estendere il loro raggio di espansione.
Così accanto alla donna illustre ed al nobile gentiluomo stava l'umile operaio e la povera donna del popolo, tutti uniti in un medesimo intento di concorrere, ciascuno secondo le proprie possibilità, alla salvezza delle anime e soprattutto alla cristiana educazione della gioventù, attraverso la nascita e lo sviluppo di laboratori di arti e mestieri, società di mutuo soccorso, colonie agricole, tipografie, scuole diurne e serali, oratori, ospizi, missioni e orfanotrofi. Nel 1895 si ebbe il 1° Congresso internazionale dei Cooperatori, a testimonianza della loro azione, ispirata a ideali di libertà, giustizia e fraternità.
Identità
Dal Regolamento di Vita Apostolica redatto nel 1986, il cooperatore salesiano:
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risponde alla vocazione salesiana, impegnandosi a vivere il Vangelo e partecipare alla missione della Chiesa, che è aperta a qualsiasi condizione culturale e sociale;
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è un vero salesiano nel mondo, che vive la sua fede ispirandosi al progetto apostolico di Don Bosco, nella stessa missione giovanile e popolare, in forma fraterna e associata:
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realizza il suo apostolato negli impegni quotidiani, in famiglia, nel matrimonio, nell'ambiente di lavoro e nella realtà sociale;
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attraverso l'impegno apostolico mira alla propria santità. L'Associazione dei Cooperatori conta non pochi soci avviati agli onori degli altari, tra i quali Mamma Margherita e Attilio Giordani.
Campi d'azione
Ai salesiani cooperatori sono aperte tutte le forme di apostolato:
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collaborare in centri educativi e scolastici;
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promuovere la famiglia;
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sostenere ed illuminare evangelicamente i ceti popolari;
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animare gruppi e movimenti giovanili;
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fare catechesi e formazione cristiana;
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cooperare alla pastorale vocazionale;
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impegnarsi nella comunicazione sociale;
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cooperare con le missioni;
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promuovere la propria Associazione ed il Carisma salesiano.
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Struttura
L’unità di base dell’ACS è il centro, che raggruppa i Cooperatori che operano in un determinato territorio e costituisce la cellula vitale dell’Associazione, il luogo dove avviene lo scambio formativo e operativo. La vita e l’attività del centro sono regolate e animate dal Consiglio locale. I centri sono raggruppati a livello provinciale, si appoggiano all’Ispettoria (“Provincia”) dei Salesiani, e sono animati dal Consiglio ispettoriale. La Nazione o Regione, che assicura il contatto e la comunione tra le varie realtà ispettoriali, è una struttura che nasce come Conferenza nazionale nei Paesi che registrano un alto numero di Cooperatori (Italia, Spagna, Polonia e Argentina) e, come Conferenza regionale, in Paesi quali l’India e il Brasile.
La Consulta mondiale, costituita da tanti membri eletti quante sono le Regioni della Congregazione salesiana e da cinque membri nominati dal Rettore Maggiore, ha la funzione di animare l’intera Associazione e di coordinare le iniziative formative e apostoliche, sotto la guida dello stesso Rettore Maggiore dei Salesiani.
Oggi, l'Associazione conta circa 30.000 membri ed è presente in 58 Paesi così distribuiti: Africa (6), Asia (8), Europa (18), Nordamerica (13), Oceania (2), Sudamerica (11).
In
Giaveno l’Associazione dei Salesiani
Cooperatori ha origine nel 1889, quando
la signorina Giuseppina Giacone, riceve da
don Rua il diploma di cooperatrice salesiana.
La medesima nel 1893 ottiene l’apertura
di una casa-oratorio ad opera delle Figlie
di Maria Ausiliatrice
I
primi Cooperatori di Giaveno, facendo proprio
il progetto della Giacone, furono subito consapevoli
di essere di aiuto alla Comunità cristiana
del territorio. Tale rimane la precisa volontà
degli Associati di oggi, che hanno la loro
sede presso l’Istituto "Maria Ausiliatrice":
aderire alle direttive della Chiesa particolare
con una vita cristiana e prestare ad essa
aiuti concreti, secondo le singole competenze,
attitudini e abilità.
Essi animano tali comportamenti con incontri
mensili: il primo venerdì per una preghiera,il
terzo giovedì per la “formazione
spirituale” e lo scambio sugli argomenti
posti all’ordine del giorno.
Le persone che aspirano a diventare membri
effettivi dell’ASC, vengono accompagnati
con un cammino di formazione verso una “promessa”.
L’Associazione
locale si propone un “progetto”
che può variare di anno in anno.
Dal 2002 si denomina PROGETTO
“SUOR EUGENIA” e mira alla
“missione tra vicini”, dal momento
che gli associati sono convinti che, anche
sul nostro territorio si può contribuire
all’estensione del Regno di Dio collaborando
con la Scuola Cattolica come l’A.GE.S.C.
sta facendo in altra direzione.
In questi anni quindi consegna la somma consentita
dalle possibilità di cassa alla Direttrice
dell’Istituto, la quale con discernimento
e “privacy”, favorisce le famiglie
che versano in difficoltà economiche.
Ps. Il PROGETTO si definisce
“SUOR EUGENIA” in memoria
di suor Luigina Eugenia Versino, FMA, a cui
è dedicata anche una via nella fr.BUFFA,
dove nacque il 10 novembre 1905 e fu missionaria
in India. Aveva appena finito di trasformare
una baracca in una grande scuola per più
di 2000 alunne, quando morì tragicamente
nel 1951.
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Non
esistevano ancora i Salesiani, ma c'erano
già i Cooperatori,
"inventati"
da Don Bosco quali primi collaboratori
laici
inseriti nel suo progetto a servizio
dei giovani.
Il
Cooperatore salesiano è un laico,
coniugato o nubile/celibe,
credente e praticante che,
attratto dallo spirito di S.
Giovanni Bosco,
intende accrescere in sé e diffondere,
nella propria famiglia
e nel proprio campo di lavoro,
con speciale simpatia verso il mondo giovanile,
la VITA NUOVA ricevuta nel
Battesimo. |