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CLASSE QUINTA PRIMARIA

Ecco i nostri elaborati:
Sveva - PARLO DELLA MAMMA

Che cosa posso dire di mia mamma?
Mia mamma è una donna alta, con i capelli bruni folti e ricciuti e gli occhi marroni tranquilli e profondi.
Il suo naso e le sue orecchie sono normali, la sua bocca è carnosa e sempre truccata. Le sue mani, grandi e sempre fresche, sono spesso screpolate, soprattutto in inverno, mentre le sue unghie sono lunghe e a volte smaltate.
La sua corporatura slanciata le da un’espressione severa ma in realtà è una persona socievole e alla mano; spesso mi fa ridere ed è perciò simpatica e allegra.
A volte però sa essere severa e dura ma è sempre rassicurante e mi da consigli su tutto, anche su come studiare.
Io però non sempre le do ascolto e perciò ogni tanto combino qualche marachella.
Di mia mamma so molte cose, d’altronde è da quando sono nata che mi sta al fianco essendo casalinga.
So che adora il colore lilla ma anche il bianco e il giallo; inoltre preferisce guardare i film di avventura e quelli horror mentre detesta le telenovele e le commedie sentimentali.
Le piace molto leggere, camminare, eseguire piccoli lavori all’uncinetto ma anche andare a fare shopping nei centri commerciali dai quali torna sempre a casa con qualcosa per me.
Come me adora la danza moderna, in particolare l’hip hop e il rap.
Tra i lavori domestici preferisce stirare e mettere in ordine ma non lavare i piatti.
Tanti anni fa mia mamma studiava Medicina e Chirurgia all’Università; spesso mi racconta di quando frequentava i reparti degli ospedali o assisteva alle operazioni e io me la immagino con un camice bianco camminare veloce lungo i corridoi di un ospedale. Io vorrei che riprendesse a studiare perché è intelligente e potrebbe ancora farcela a diventare una dottoressa esperta.
Io ho tanti ricordi belli legati a mia mamma e in tutti c’è sempre un abbraccio forte forte tra me e lei, che è la cosa che mi piace di più.
Io sono felice di avere questa mamma tenera e speciale alla quale voglio molto bene e vorrei aiutarla in tutte le faccende domestiche, anche in quelle pericolose per me, e farle un giorno un grosso regalo per ricambiare tutte le attenzioni che ha per me.

Rossana - PARLO DELLA MAMMA

Mia mamma ha la pelle chiara e le guance un po’rosa o rosse. I suoi capelli sono ricci naturali e ha cominciato ad averli un po’ bianchi a 30 anni. I suoi occhi sono castani e dolci e la bocca un po’ carnosa.
Indossa quasi sempre pantaloni marroni o verdi e maglie blu, verdi o grigie. E’ il suo abbigliamento comodo per lavorare. Lei ha una panetteria-pasticceria; per questo esce presto la mattina. Va a prendere il pane e apre alle 7.30.
Al mattino ci lascia un biglietto per dirci qualcosa o per augurarci buona scuola.
Con nostra mamma usciamo poche volte la settimana, ma la domenica ci organizziamo per divertirci insieme: andare a camminare, andare in città, al museo… oppure ci organizziamo per portarci avanti con lo studio della settimana.
Adoro aiutarla in negozio con il taglio della carta: le preparo i fogli di varie misure così può impacchettare i vassoi piccoli, medi e grandi. In questo periodo natalizio abbiamo anche fatto dei fiocchi pronti all’uso utilizzando la colla calda.
Quando mamma era a casa con noi di pomeriggio ci piaceva fare i biscotti di Natale, oppure frittelle e le bugie di carnevale, adesso facciamo queste cose solo ogni tanto nel laboratorio del negozio quando è chiuso.
Ho parlato della mia mamma che quando la abbraccio ha un profumo misto di pane e pasticcini. Io e lei prima di dormire ci diciamo: “Ti voglio bene” e ci diamo un bacio.

Giada - PREGHIERA PER IL PRANZO

Grazie Signore cChe anche oggi ci fai mangiare,
grazie per l’acqua, il pane e la frutta.
Grazie per tutte le cose belle e buone che ci dai.
Benedici tutti coloro che hanno collaborato
per prepararci questo cibo.
Aiutaci a condividere il pane con chi non ne ha!

Giacomo - INVENTO UNA FIABA

C’erano una volta due gemelli che andarono in montagna con i genitori, ma si persero, e dopo vari giorni che girovagavano e si nutrivano di bacche arrivarono a una grotta. Entrarono e un orco disse loro:”Se entrate potrete mangiare tutto quello che vorrete”.
Ma l’orco li aveva ingannati e quindi dovettero scavare con altri bambini nella miniera di diamanti chiusa da un cancello maestoso.
Un bambino lì vicino diede loro un paio di forbici dicendo però:”Solo se due gemelli le impugneranno insieme potranno spezzare anche l’oro”.
I fratelli distrussero la porta così tutti i bambini scapparono e poterono tornare dalle loro famiglie.
Morale: non fidarsi mai degli sconosciuti.

Francesca - PARLO DELLA MIA SCUOLA

Dopo aver frequentato la scuola materna, sono andata in una scuola bellissima che si chiama Maria Ausiliatrice.
Il primo giorno di scuola, sono entrata e mi hanno impressionato le sue dimensioni. Quando si entra dall’ingresso principale si vedono due giardini separati da un vialetto, sulla destra ci sono un campo da tennis e basket e uno di calcio; di fronte ai campi c’è un grande cortile dove io e le mie amiche giochiamo soprattutto in estate. Dal cortile si entra in un grande salone, oppure si sale una scalinata che porta a un altro cortile in cui si trova un grande albero.
Di lì si accede a diversi locali: una mensa per le medie, la portineria che permette di controllare chi entra e chi esce dall’uscita secondaria della scuola, la cucina e il nostro istituto. All’interno troviamo la chiesa, le segreteria e la scala “bianca” che porta alle aule della scuola primaria e secondaria. Abbiamo una bellissima palestra, molto grande e luminosa.
Ci sono anche tanti uffici tra cui l’aula di informatica.
Un posto molto speciale è la nostra mensa, perché qui consumiamo deliziosi pranzetti!
All’interno della scuola si svolgono tante attività sportive: basket, tennis, calcio, pattinaggio e ginnastica artistica.
Le nostre maestre organizzano delle belle gite, molto interessanti; quella che mi è piaciuta di più è stata ai laghi di Avigliana.
La nostra scuola è molto semplice, accogliente e bella!

Jacopo - INVENTO UNA FIABA

Un tempo viveva un principe giovane, bello e ricco ma anche molto opportunista.
Un giorno venne da lui una strega che aveva saputo ciò che faceva e lo condusse a una grande montagna e lì lo trasformò in un terribile drago sputafuoco e gli disse:”Finchè  una principessa non verserà lacrime di commozione per te rimarrai in questa forma.”
Dopo trent’anni, sotto la montagna è stata costruita una città enorme che aveva come principessa una ragazza bellissima.
Il giorno del suo diciottesimo compleanno il drago si liberò e attaccò la città.
La principessa si lanciò all’attacco urlando:”Arrenditi creatura malvagia!”. E mentre la principessa stava per trafiggerlo, il drago la implorò di fermarsi. La principessa chiese:”Perché mai non dovrei ucciderti?” Il drago le rispose:”Trent’anni fa una strega mi trasformò in un drago e mi disse che se una principessa avrebbe pianto per me sarei tornato un umano.”
Allora la principessa si mise a piangere e vide scomparire il drago e apparire davanti a lei un principe. I due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.

Paolo - PARLO DEL PAPA’

Mio papà si chiama Danilo e ha 42 anni; è alto 1,80 m e di corporatura è magro.
Si veste in modo sportivo proprio come me e gli piacciono molto le scarpe da ginnastica.
Una volta alla settimana va a giocare a calcetto con i suoi amici e la domenica se c’è il sole fa un bel giro in bici; è molto bravo e fa tantissimi chilometri.
Il suo lavoro è fare il decoratore, dipinge le stanze e mette le tappezzeria.
Anche a papà piacciono molto gli animali, specialmente i gatti.
Tutte le sere dopo cena gioco sempre a palla seduta con lui.

Giulia - PARLO DEL PAPA’

Mio papà si chiama Walter. E’ molto alto, ha le gambe e le braccia lunghe; ha il naso lungo, gli occhi azzurri e porta gli occhiali.
Al mattino papà porta a scuola me e mia sorella e poi va a lavorare con mia mamma.
Alla sera quando torna a casa, a volte, si mette al computer e lavora ancora un po’.
Quando mamma non c’è papà cucina per noi ma purtroppo da fare solo la pasta.
Quando il tempo è bello va a correre oppure fa dei lunghi giri in bici.
Papà ha molta pazienza con noi e a me piace molto fare con lui delle belle passeggiate.

Arianna - PARLO DI ME

Mi chiamo Arianna, ho nove anni e mezzo e frequento la classe quarta.
Sono alta un metro e trentacinque centimetri e ho un fisico normale: ho i capelli lunghi di color marrone chiaro e gli occhi marroni.
Mi piace mettere le magliette larghe e non mi posso separare dal mio orologio.
Sono una bambina molto creativa e mi piace fare tutto: disegnare, creare collane, lavorare la creta…
Gioco spesso alla Wii “PokePark la grande avventura di Pikachu”; sono vivace e non mi piace stare seduta.
Da grande voglio fare: la casalinga, l’artista e aiutare il mio papà!

Filippo - INVENTO UNA FIABA

C’era una volta un principe che il giorno del suo compleanno il re lo fece andare via per preparargli una festa a sorpresa. Andò in un bosco e conobbe una fanciulla povera. Quando tornò al castello tutti dissero:” Sorpresa!”
Il principe ringraziò per la sorpresa però disse:”La sorpresa ancora più grande è stata quando nel bosco ho incontrato una fanciulla povera ma bella! Voglio sposarla!” Ma il re, contro il suo volere, disse:”Non è possibile che un principe sposi una poveretta! Tu devi sposare la maga!” Ma il principe rispose:” Ma vedi come è brutta, rugosa e vecchia?!”.
Il principe dopo tante insistenze convinse il re a fargli sposare la ragazza povera ma la maga si arrabbiò e lo trasformò in un rospo. Dopo, perché non lo riconoscessero, lo gettò tra tanti altri rospi. Però la poveretta la seguì e quando vide cosa aveva fatto si arrabbiò  molto e la rincorse.
La maga scappò su di una sporgenza di roccia che venne colpita e spaccata da un fulmine così la maga precipitò e i suoi incantesimi scomparvero. Il principe si trasformò in essere umano, si sposò con la ragazza povera e vissero per sempre felici e contenti.

Greta - INVENTO UNA PREGHIERA

Caro Gesù, avrei tante cose per cui dirti grazie,
ma in particolare oggi
voglio ringraziarti per la vita,
per tutti i giorni che ci offri da vivere:
i giorni con il sole che ci danno
la gioia ed il calore,
i giorni con la pioggia che irriga i campi
e consentono al grano di crescere,
grazie per i giorni in cui sono felice
perché è più facile andare avanti,
ma anche per i giorni in cui sono triste
perché così posso apprezzare meglio
i momenti belli.
Grazie per i giorni in cui
mi mandi persone che mi vogliono bene
come le mie maestre, i miei genitori, i miei
amici, i miei nonni,
ma grazie anche per i giorni in cui mi
mandi persone a cui io posso voler bene.
Ti chiedo Gesù di aiutarmi a vivere
bene ognuno di questi giorni,
perché io sappia mettere tutto
l’entusiasmo e la gioia nel fare
le cose che mi vengono chieste.
Perché ogni difficoltà sappia affrontarla
come il sorriso ed ogni sconfitta sia
un’occasione per migliorare.
Aiutami Gesù a non sprecare
nemmeno un secondo di questa
bella vita che mi dai. Amen

Alessandro - PARLO DI ME E DI COSA VOGLIO FARE DA GRANDE

Mi chiamo Alessandro Berra, ho nove anni; sono alto quasi un metro e cinquantacinque centimetri. Sono biondo e spesso sorridente e a volte anche un po’ matto. Mi piace sia la natura che la vita cittadina, anzi, quest’ultima un po’ di più perché ci sono molte cose da fare.
Da grande vorrei fare il geometra come mio zio oppure un lavoro più fantasioso come l’insegnante di ballo, soprattutto di “rap”, perché lo conosco bene bene visto che mio cugino Lorenzo colleziona canzoni di rapper americani.

Elisa - INVENTO UNA FIABA

Erry lo gnomo curiosane
Erry, era uno gnomo molto curioso! Era basso, robusto, con i capelli rossi.
Viveva a Gnomolandia; un giorno Erry decise di esplorare il bosco, subito gli sembrò poco folto, ma andando sempre più avanti divenne più fitto.
A quel punto Erry vide una lucina dentro una cavità nella terra, che gli fece scalare il cuore di felicità, ma soprattutto di curiosità per quella lucina. Avvicinandosi vide che era uno specchio, ma non uno qualunque! Era uno specchio magico, perso dai pirati in un inseguimento.
I pirati avevano espresso due desideri, Erry curioso e frettoloso come sempre, non lesse le istruzioni ed espresse l’ultimo desiderio: chiese di vedere il futuro.
Quando arrivò al villaggio, raccontò la sua avventura a tutti i suoi amici. Tutti gli gnomi chiesero a Erry il proprio futuro in cambio di cibo.
A Erry non piaceva questa vita perché sapeva tutto e non c’erano più sorprese.
Un giorno prese lo specchio e lesse le istruzioni, ma non le capì, così, si trasformò in un asinello.
Erry in quel momento si pentì di essere stato così curioso quel giorno e pregò di ritornare come prima, e così fu.
Erry divenne normale e imparò la lezione: non bisogna essere troppo curiosi!

Andrea - PARLO DEL PAPA’

Mio papà si chiama Gian Piero e lavora sotto casa. E’ un artigiano. Il suo lavoro consiste nel produrre stampi e da quest’anno anche stampare piccoli pezzi in plastica, come interruttori vari che si trovano sulle auto, piccoli pezzi per lavastoviglie e lavatrici, tappi, ecc.
Con le attrezzature adatte, compone il progetto e arriva al pezzo finito, ma il più delle volte, si ferma alla realizzazione dello stampo e alle prove di stampaggio per vedere che tutto funzioni bene, prima di consegnare gli stampi alle fabbriche che li usano per produrre grandi quantità di pezzi che saranno montati per esempio sulle auto.
Mio papà ha i capelli castani, un po’ ingrigiti, gli occhi marroni, un naso normale, una bocca che sembra si allarghi e si stringa e seconda dell’umore. La sua altezza è nella norma ed io lo trovo né grasso né magro.
Il suo umore è variabile: quando è molto indaffarato si alza presto la mattina e corre tutto il giorno, così la sera è stanco e nervoso; quando invece è più tranquillo ed il lavoro è normale, io e mamma siamo contenti perché è spiritoso e di buon umore; si arrabbia di meno e le stesse cose che lo fanno innervosire nei momenti neri non gli fanno neanche un baffo.
Nel tempo libero, come le vacanze di Natale ha più tempo per stare con me. Ci divertiamo a sfidarci con la WII in partite emozionanti di tennis, corse di auto, baseball, golf e sci.
Quando io vinco mi dice “Bravo!”, quando vince lui si dice bravo da solo.
In estate, dopocena, in cortile giochiamo a tennis con le racchette di plastica che usava già lui quando era piccolo, giochiamo a pallone, andiamo in bici oppure bagnamo i fiori. In inverno, dopo mangiato invece, ci divertiamo a giocare a “Uno” (un gioco di carte) se non è troppo tardi, prima di andare a dormire.
Io so che su di lui posso contare perché mi insegna sempre come si fanno le cose anche se sono cose da adulto e capisco da come si comporta che mi vuole molto bene.

Alberto - INVENTO UNA FIABA

C’era una volta un vecchio e generoso contadino che viveva coltivando il suo orto. Un giorno mentre lavorava vide arrivare un enorme drago rosso che aveva già distrutto la campagna circostante lasciando le famiglie degli altri contadini nella disperazione.
Il vecchio, per nulla spaventato, gli urlò di andarsene e il drago scappò.
Il contadino, sapendo che il drago rosso sarebbe tornato per rovinare anche il suo campo, passò la notte in bianco per trovare una soluzione. Dato che era molto intelligente e ingegnoso, pensò di costruire un super coniglio dotato di molti poteri e che la talpa fatata, sua amica, rese magico.
Il giorno dopo il contadino si presentò davanti al drago, che si era avvicinato alla sua proprietà, con il suo coniglio.
Il drago lo vide, ma fece finta di niente e continuò a distruggere tutto sputando fuoco dalla sua enorme bocca.
Allora il contadino tirò le zampe al suo super coniglio e “sbang!”due potenti pedate colpirono il dorso del drago che si infuriò e cercò di rispondere con una codata, di quelle belle  forti, ma non ci riuscì.
Il contadino utilizzò tutti i mezzi a sua disposizione e altrettanto fece il drago. Ad un tratto al contadino venne in mente che gli rimaneva ancora una possibilità: tirò le lunghe orecchie al coniglio che si allungarono così tanto da legare il drago e si tesero così tanto che del drago non si seppe più nulla. La campagna era salva e tutti festeggiarono il contadino come un eroe. Da quel giorno quella zona visse sempre più in pace.  

Beatrice - PARLO DI ME E COSA VOGLIO FARE DA GRANDE

Mi presento: il mio nome è Beatrice, ho nove anni e frequento la quarta elementare alla scuola “Maria Ausiliatrice”.
Sono alta e snella, ho i capelli lunghi color castano scuro, il viso ovale con le guance rosee; i miei occhi sono grandi, di color marrone scuro come quelli di mio papà; ho le gambe lunghe, le labbra grosse e rosse e il naso all’insù.
Nel complesso dimostro più dei miei nove anni… così mi dicono tutti!
Sono testarda e se mi impunto su qualcosa, raramente cambio idea… mi piace avere ragione!
Sono però anche timida e, davanti agli estranei, ho timore di esprimere la mia opinione perché sono molto riservata.
Ho una sorellina di due anni e mezzo quindi mi diverto ancora molto a giocare con i peluches e con le Barbie. Frequento un corso di Hip-hop perché adoro ballare, così in casa mia mi esercito sempre. Mi piace leggere e guardare la televisione: i miei programmi preferiti sono i cartoni animati, i telefilm e certi polizieschi (Tenente Colombo, Poirot e La Signora in giallo).
Adoro giocare con mia sorella Ludovica e in generale mi piacciono i bambini. Al mare, in spiaggia quando i genitori dei miei amici e amiche sanno che i loro figli sono con me stanno tranquilli perché sono responsabile!
Ho ancora molti dubbi su cosa farà da grande, ma l’idea di fare la pediatra mi piace molto … o magari aprire un asilo con tanti giochi e attività per far divertire i bambini. Sono anche molto creativa e mi piace creare oggetti e disegnare.
Sicuramente dopo le media frequenterò il liceo linguistico perché vorrei viaggiare come faceva la mia prozia: Stati Uniti, Cina, Giappone e Egitto mi attirano molto!

Lorenzo - INVENTO UNA PREGHIERA

Il mondo è pieno delle cose belle che Dio ha creato.
Vedo alberi verdi, fiori di mille colori,
uccellini che volano nel cielo blu,
e il sole giallo splendente.
Tutto ciò mi rende felice…
Grazie Dio perché mi hai circondato di cose belle!

Lorenzo - INVENTO UNA PREGHIERA

Gesù, aiutami a studiare e che vada bene a scuola.
Aiuta tutta la mia famiglia e tutti i bimbi del mondo
Perché abbiano da mangiare e perché stiano bene.
Io prometto di essere un bimbo ubbidiente
e di rispettare il prossimo,
tu accompagnami e tienimi per mano
per tutta la vita
che voglio vivere nel nome dell’essere e non dell’apparire.
Ti voglio bene

Damiano - PARLO DELLA MAMMA

La mia mamma si chiama Natersa. È nata il ventuno ottobre millenovecento settanta a Capoverde, ed è stata adottata da una signora italiana che è diventata mia nonna.
Ha quarant’anni, i capelli castano scuro e, siccome è di Capoverde ha la pelle marrone chiaro che sembra cioccolato al latte “che acquolina!”
Ha la bocca e le orecchie piccole; altezza media ed è un po’ robusta. La mia mamma fa di lavoro l’assistente di comunità infantile. Il suo carattere è la cosa che mi piace di più: ad esempio ti parla quasi sempre gentilmente ed è simpatica perché mi fa spesso ridere, giocare e parliamo di tutto.
La mia mamma per me è perfetta!

Giuseppe - PARLO DELLA MAMMA

La mia mamma è dolce e generosa; le piace aiutare la gente e ci insegna ad avere rispetto per le cose e per quello che riceviamo.
Mia mamma tiene la casa molto pulita e ordinata ed è bravissima a cucinare. Ogni venerdì dopo la scuola ci fa trovare la pizza.
Il suo colore preferito è il giallo e i suoi fiori preferiti sono le rose bianche: al suo compleanno gliene regalo sempre una!

Chiara - INVENTO UNA PREGHIERA

Cara Mamma di Gesù,
mi rivolgo a te e alla tua immensità
per affidarti mia nonno Ferruccio.
Ti prego di tenerlo sempre con te
per quello che è stato,
cioè un nonno generoso
semplice e perfetto.
Ti ringrazio, mia Madonna
perché mantieni sempre
vivo in me il suo ricordo
e perché con la tua generosità
e il tuo amore
mi hai aiutato ad affrontare
un momento così doloroso
come quello della sua morte.

Francesca - PARLO DELLA MAMMA

La mia mamma si chiama Cristina, ha trentotto anni e lavora in un ufficio a Giaveno. Ha gli occhi marrone scuro, i capelli lunghi e neri, la bocca piccola, le orecchie piccole e strette, il naso dritto. La mamma è una brava cuoca, cucina bene la pizza, la pasta al forno, la torta di mele e altre buone cose.
In estate la mamma ha la passione per le piante e per i fiori, le piace passeggiare in montagna per vedere il paesaggio e qualche fiorellino che spunta. Ha un carattere molto paziente, soprattutto con la mia sorellina Giorgia che è più piccola di me ed è un po’ birichina.
La mamma è molto brava, anche quando si arrabbia cerca di non perdere la pazienza.

Alessandro - PARLO DI ME, COME SONO E COSA VOGLIO FARE DA GRANDE

Mi chiamo Alessandro, sono nato il 21 giugno 2001; sono un bambino come tanti altri, ho gli occhi castani come la mia mamma, i capelli castano chiari e molto folti come un “cespuglietto”, come dice sempre affettuosamente mia madre!
Di carattere sono abbastanza tranquillo, socievole ed estroverso; mi arrabbio raramente e amo molto parlare con le persone, soprattutto adulte.
Quando finisco i compiti adoro prendere la bici e farmi una bella pedalata in compagnia dei miei due cani: Furio e Gladio, o qualche volta con mio padre.
Io sono molto legata alla mia famiglia e ai miei nonni. In particolare ero molto affezionato a mio nonno Alberto che, quando era ancora in vita, mi portava sempre con sé a fare dei giri in auto.
A volte, quando dormo, mi capita di sognare e allora gli chiedo di aiutarmi nelle difficoltà e di proteggermi.
Su cosa voglio fare da grande non ho ancora le idee ben chiare perché sono indeciso tra lavorare nella ditta del nonno o fare il vigile urbano. Per ora i miei genitori dicono che è molto importante che io mi impegni a scuola, il resto poi si vedrà.

Chiara - MI DESCRIVO

Mi chiamo Chiara, ho nove anni sono bionda con gli occhi azzurri e sono abbastanza alta per la mia età.
Mi piace suonare il pianoforte, dipingere e amo gli sport. Preferisco il tennis e il calcio ma mi piacciono anche il nuoto, il pattinaggio e lo sci. Insomma sono una vera sportiva e se potessi proverei sempre cose nuove. Mi piace viaggiare e parlare lingue diverse; la mia mamma mi ha comprato una cartina del mondo dove ho segnato tutti i posti dove sono stata. Sono già molti per avere nove anni!
Il mio sogno, da grande è quello di fare l’attrice … ma anche la parrucchiera! Non sono proprio due lavori molto simili però!!
Mi piace molto andare a scuola, ho molte amiche con cui gioco e a volte litigo un po’.
Mi ero dimenticata di dire che ho due sorelle grandi: Silvia di 28 anni ed Elena di 22 anni, che mi viziano molto; poi ho un piccolo cane bassotto di nome Minnie, con cui gioco tanto!
Ora devo proprio andare, ho la lezione di tennis che mi aspetta!

Isabella - INVENTO UNA FIABA

C’era una volta Babbo Natale con il cappello e il vestito rosso: la sua barba era sempre più candida.
Viveva in un paesino nascosto dai pini e dagli abeti, tutto ricoperto da un manto di neve fresca.
La vigilia di Natale tutto era pronto: i regali ormai preparati da tempo erano già sistemati sulla slitta. Al momento di partire però, la slitta si rompe, nell’agitazione e nella preoccupazione generale. Babbo Natale e i folletti fanno un sacco di rumore cercando di riparare la slitta, senza riuscirci.
Ma tutto quel trambusto sveglia la Befana che era andata a vivere lì vicino.
Giunta sul posto, dice a Babbo Natale che lei sa come fare: quando si rompe la sua scopa va a prendere una bacchetta magica custodita da un rospo. Felice di questo aiuto, Babbo Natale parte con la Befana. La strada che percorrono è lunga e tortuosa. Dopo alcune ore giungono, stremati, dal rospo. Veloci, prendono la bacchetta magica e tornano dalla slitta. La Befana fa pronunciare a Babbo Natale le parole magiche “Ham, blim, blè la slitta torni in sé”. E per magia la slitta è pronta per partire.
Babbo Natale così, con grande gioia, può consegnare i regali a tutti i bambini del mondo!

Eleonora - PARLO DEL PAPA’

Mio papà si chiama Antonio. Ha i capelli riccioloni di colore nero, gli occhi sono verdi.
La corporatura è robusta; è alto 1,68 m. Mio papà è tifoso della Juve, infatti quando va a lavorare si mette il cappello della Juve.
Di lavoro fa il muratore, a volte è così gentile che ci porta con lui. Nel tempo libero si diverte a giocare con noi alla tombola degli animali.
Mio papà è molto scherzoso, è sempre allegro.
Tempo fa giocava a pallone ed era molto bravo; infatti lo hanno chiamato alla rappresentativa pinerolese per tre volte consecutive.
E’ un papà perfetto.

Chiara - PARLO DEI NONNI

I miei nonni si chiamano Giovanna e Francesco, invece i miei nonni materni si chiamano Tina e Vincenzo. Abitano tutti in Sicilia.
I nonni materni sono un po’ più giovani di quelli paterni infatti mio nonno Vincenzo lavora ancora nel suo negozio, una tabaccheria, invece mia nonna Tina sta sempre dietro ai fornelli; stessa cosa nonna Giovanna che sta sempre a cucinare mentre nonno Francesco trascorre il suo tempo libero in campagna.
Quando andiamo a trovarli sono sempre molto felici, ci riempiono di tanto affetto e tanti regali.
Mi diverto tanto ad aiutare nonno Vincenzo in tabaccheria: spolvero, riordino e sto alla cassa. Mi diverto anche quando sono nella casa di campagna di nonno Francesco dove insieme ai miei cuginetti giochiamo all’impazzata.
Con le nonne mi diverto a cucinare e a giocare a carte.

Martina - PARLO DEL PAPA’

Mio papà si chiama Mauro. E’ nato il 20 gennaio 1971 e tra qualche giorno compirà 40 anni. E’ alto e magro.
I suoi capelli sono corti, un po’ brizzolati e crespi. I suoi occhi sono castani e grandi. Pratica molti sport: il nuoto, lo sci e l’equitazione.
Papà è severo perché vuole che Mattia ed io siamo sempre educati. Si arrabbia se disubbidiamo, se raccontiamo bugie e se non facciamo bene i nostri compiti.
Papà è sempre allegro e scherzoso con tutti.
Il suo lavoro è molto impegnativo. E’ un ufficiale della Marina Militare.
Nella sua vita ha viaggiato molto sulle navi e ha visitato moltissime città in tutto il mondo.
Adesso lavora a Roma e io sono più contenta perché così lo vedo ogni sabato e domenica.
Papà ama giocare con Mattia e me. Ci fa fare sport, ci accompagna sulle piste da sci.
Io sono contenta di mamma e papà, voglio loro molto bene e non li cambierei mai.

Andrea - PARLO DEI NONNI

I miei nonni materni si chiamano Mario e Silvana. La mia nonna ha 62 anni, ha i capelli biondi e gli occhi grigi, non è molto alta.
Il mio nonna ha 69 anni, ha i capelli grigio biondo e gli occhi azzurri.
I nonni abitano ad Avigliana, su una collina da cui vedo il lago. Intorno c’è un bosco con molte piante e d’inverno si affollano molti uccellini a cui noi ci divertiamo dare da mangiare.
Il nonno in estate si dedica alla coltura dell’orto e raccoglie: pomodori, cetrioli, zucchine e teste d’insalata; inoltre nell’orto ci sono un prugno e un pesco da cui vengono buonissimi frutti. In inverno nonno si alza al mattino, va a comprare il giornale e gli piace passare diverso tempo immerso nella lettura.
La nonna invece è una appassionata di arte, infatti è sempre a visitare mostre, le piace anche molto il teatro e il cinema così ogni giovedì sera va al cinema. Ama anche molto leggere e curare i fiori.
Insieme i nonni hanno fatto molti viaggi e ancora adesso hanno voglia di farne degli altri e ad aprile partiranno per New York.
Durante ogni viaggio scattano molte fotografie e al loro ritorno io e i miei fratelli ci divertiamo a guardarle a computer.
Con me e i miei fratelli sono molto gentili, giocano con noi, ci aiutano a fare i compiti e in estate ci portano al mare; inoltre nonna quando ha tempo ci porta sempre a Torino a visitare musei o nuove mostre.
A noi piace molto quando nonno ci racconta le storie di quando era piccolo: non sembra quasi possibile che siano cambiate cos’ tante cose da allora!

Lorenzo - PARLO DI ME, COME SONO E COSA VOGLIO FARE DA GRANDE

Mi presento: sono un bambino di nove anni, di media altezza con i capelli castani e gli occhi azzurri. Il mio viso è tondo e paffuto ma per il resto sono magrolino. Sono sempre sorridente, un po’ timido e mi piace avere tanti amici.
I miei passatempi preferiti sono: giocare con le macchinine e guardare i documenti sugli animali.
Spesso aiuto mamma a cucinare oppure gioco con la mia piccola cucina. Ho anche un libro di ricette.
Quando mamma fa la pizza io ne preparo una piccola per me.
Da grande mi piacerebbe tanto fare il cuoco oppure il meccanico che aggiusta le macchine rotte.
Poiché amo gli animali, penso che sarebbe bello fare il veterinario.
Una grande passione che ho sin da piccolo è quella di guardare le previsioni del tempo; quindi sarei contento di fare il meteorologo anche se dovrò studiare molto.